La mia prima esperienza di parto

Qualche settimana fa ho letto sul blog di Federchicca il post in cui parlava della sua esperienza di parto, che con molto interesse ho subito letto e commentato. Come dicevo a Federica anche io desideravo da tempo raccontare della nascita di Nicola e, ora che ha 16 mesi, forse è arrivato il momento.

Da una parte questo post vuole essere per me una preparazione alla nascita del mio secondo bambino, dall’altra parte una condivisione della mia esperienza con le altre donne, un confronto.

Ricordo che in prossimità della data presunta del parto mi alimentavo di forum e delle esperienze delle già mamme, per capire se sarei stata in grado di affrontare le contrazioni ed il parto stesso. Questo, pur sapendo che ognuna di noi ha una diversa soglia e percezione del dolore.

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Nicola è arrivato con qualche giorno di ritardo, giorni che ho trascorso in riposo e serenità. Già da tre settimane avevo le contrazioni di Braxton Hicks, ovvero le contrazioni preparatorie che non sono dolorose e dopo vari giorni in cui questa routine era diventata un’abitudine, una notte dalle 03.00 sento che le contrazioni sono diverse dal solito. Iniziano ad avere una regolarità e a dare “fastidio”.

Quando al mattino le contrazioni hanno cadenza ogni 10 minuti opto per una doccia calda. Durante il corso preparto avevo imparato che le vere contrazioni da parto aumentano e si intensificano con una doccia calda, al contrario di quelle preparatorie che si attenuano. La doccia mi calma, mi rigenera, mi rilassa… e le contrazioni spariscono.

Falso allarme?

No! Perché dopo mezz’ora eccole ritornare con una cadenza di 8 minuti, che nell’arco di poco divengono 5 minuti. Mio marito è super agitato e mi fa vestire in tutta fretta mentre lui carica in auto la borsa per la degenza in ospedale, già pronta da tempo.

Ora sono tranquilla, non so se per effetto della doccia o per una trovata pace dei sensi dato che, probabilmente, dentro di me già avevo capito che quello sarebbe stato il giorno giusto. Ad ogni modo procedo con calma e fatica ripetendo che tanto mi avrebbero rimandata a casa.

Beh, mi sbagliavo… Arrivo in pronto soccorso ostetrico-ginecologico intorno alle 10.00 e sono già di 5 cm, senza particolari dolori e pacifica, così mi fanno un monitoraggio per poi spostarmi in sala travaglio.

Ridendo e scherzando con l’ostetrica e con mio marito non mi rendo conto che uscirò da quella stanza solo quando il mio bambino sarà nato.

Trascorro il tempo a gestire le sopportabili contrazioni muovendomi come meglio credo, nelle posizioni che più mi fanno stare bene e quindi rimango in piedi concentrandomi sulla respirazione.

Il pomeriggio scorre con la rottura artificiale del sacco, in seguito alla quale inizia la parte più dolorosa del mio travaglio, momento che dura circa tre ore e mezza. Da qui in poi non ricordo più molto, sono sincera nell’ammetterlo. Troppo presa dal gestire il crescente dolore: inspirare appieno all’arrivo della contrazione per poi espirare lentamente fino al termine della contrazione. Un modo tutto naturale (grazie natura! 🙂 ) per diminuire la percezione del dolore. Quello che ricordo dopo, solo vagamente, sono la manovra di Kristeller e l’episiotomia, dato che Nicola aveva un bel testone.

Quel che bene ricordo è il momento della sua nascita, all’ora di cena.

Il dolore del travaglio e del parto è un dolore che, passando il tempo, una mamma non ricorda più. Rimane solo l’amore di stringere tra le braccia il proprio bimbo e riempirlo di baci e carezze dopo aver affrontato insieme il momento del parto.

Momenti duri, OK. Ma quando hai affrontato tutto il travaglio e ormai solo pochi minuti ti separano dal poter abbracciare il bambino che attendi da 9 mesi, nulla ti può far cedere, nemmeno il dolore, l’indolenzimento o la stanchezza.

La ricompensa è appagante: stringere tra le braccia il proprio fagottino avvolto nella coperta termica, per poi allattarlo.

Così si è conclusa la prima parte di percorso, per avviarsi su una lunga strada da fare insieme, mano nella mano, un nuovo tratto fatto di stanchezza e di gioie e soddisfazioni indicibili.

 

E tu come hai vissuto il tuo travaglio ed il parto?

Sei d’accordo sul fatto che tutto il dolore si dimentica per lasciare spazio all’amore?

Confrontiamoci!

Io intanto mi preparo a rivivere questa esperienza tra pochi giorni.

 

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6 pensieri su “La mia prima esperienza di parto

    1. Ciao! Se le mamme non dimenticassero non farebbero più figli. Invece eccoci qui, sia io che te a dover rivivere tutto questo. Qualcuno potrebbe dire che siamo “incoscienti”, io replico dicendo che si dimentica tutto e l’amore per i bambini e le soddisfazioni che ci danno sono di gran lunga più forti del dolore.
      Non pensarci per ora a quel che sarà, in fondo ogni parto è diverso e non puoi sapere.
      Grazie per essere passata! Più tardi vado a vedere il tuo blog 😉

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  1. Ciao! Io partorirò per la prima volta a fine novembre… Il mio ideale di parto al momento è “datemi una botta in testa e svegliatemi quando è tutto finito” – con grande scandalo di mia madre che, se potesse, vieterebbe persino l’epidurale, perché “il dolore del parto lo devi sentire… È bello”.
    Non so se avvicinandomi alla data cambierò idea… Comunque, mi ha fatto piacere leggere il tuo post.
    Virginia (preferivofareluovo.it – se ti va di dare un’occhiata!)

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    1. Ciao Virginia, in effetti anche io col primo avevo tanti pensieri. Io il percorso per l’epidurale l’ho seguito ma ti dirò che ho sempre più avuto paura di un ago nella schiena piuttosto che del dolore di travaglio e parto. La prima volta la mia idea ha combattuto e resistito, ti saprò dire come andrà stavolta 😊
      Quel che posso consigliarti è di conoscere bene tutte le alternative e possibilità che hai a disposizione di modo di poter fare delle scelte al momento X. Decidere ora è impossibile perché ti devi trovare nella situazione. Puoi avere un’idea di cosa vorresti e cosa no, ma in base a come sarà il parto il tuo corpo ti farà capire cosa fare e cosa decidere.
      Non che il dolore del parto sia bello; però che lo puoi ridurre e sopportare con delle tecniche di respirazione per esempio quello si, e si anche al fatto che lo dimentichi presto.
      Grazie per essere passata da qui! 😄
      Più tardi passo dal tuo blog a dare un’occhiata!

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  2. Alice

    La mia prima esperienza di parto è arrivata del tutto inaspettata. Ebbene si..il mio bambino aveva deciso di nascere 38 gg prima.
    Mi sveglio nel bel mezzo della notte, le 3 di notte, x andare in bagno e mi accorgo che qualcosa non va..avevo già capito che il sacco si era rotto..nonostante tutto mi rimetto a dormire non avevo dolori e sapevo che anche se il sacco si fosse rotto possono comunque passare 24 ore prima che cominciare ad avere contrazioni ( tutte cose imparate al corso preparto che consiglio vivamente a tutte) .
    Verso le 5 del mattino mi sveglio nuovamente e capisco che effettivamente il mio bambino stava per venire al mondo..così sveglio mio marito e con molta tranquillita ci avviamo in ospedale.
    Arrivata mi collocano in una stanza dove comincio il mio travaglio .
    Sono le 6 di mattina e le contrazioni piano piano si fanno sentire. Fino a che alle 4 del pomeriggio mi trasferiscono in sala parto.
    Bene di quel momento ho vaghi ricordi in quanto praticamente svenivo ad ogni contrazione per poi riprendermi il momento che arrivava. Una cosa stranissima.
    Finalmente alle 21.52 nasce Alessandro che pesa 2 kg 415 gr ed è lungo 48 cm.
    Da quel momento io avrò a Casa il mio piccolo dopo 15 gg.
    Io vengo dimessa e lui rimane in ospedale in quanto dopo qualche ora dal parto ha una distress respiratorio e dovrà essere aiutato da un respiratore.
    Fortunatamente non è niente di grave.
    Dopo 2 settimane di lacrime pianti e disperazione esce dall ospedale più sano di prima.
    Tutto questo x una neo mamma è davvero straziante..non potere stare insieme al proprio bambino è una cosa indescrivibile.
    Credo però siano una situazione che mi ha fatto assolutamente crescere e mi ha insegnato tanto. Ha rafforzato ancora di più il l amore di mamma e papà nei suoi confronti.
    Ora ha già quasi 3 mesi è cresciuto tantiseimo ed è la cosa più bella che potesse capitarmi.
    Ringrazio mio marito per il sostegno che mi ha dato in tutto quel periodo di ospedale senza di lui non c’è l avrei fatta.

    😘

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    1. Ciao Alice, non sai quanto mi fa felice tu abbia condiviso qui la tua esperienza. Grazie!
      Alessandro voleva abbracciare mamma e papà prima del tempo e ti ha fatto una sorpresa.
      Immagino quanto possa essere pesante per una mamma partorire il proprio piccolo e poi doverlo lasciare in ospedale mentre lei torna a casa. Ma la cosa importante è sapere che si supera tutto ed ogni esperienza ci fortifica e ci fa crescere e, nel tuo caso, ora Alessandro sta bene e cresce forte 🙂
      Il tempo passa, ci godiamo i nostri bimbi e… tutto quanto c’è stato prima diventa un ricordo annebbiato.
      Grazie Alice 🙂

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