Gocce di veleno di Valeria Benatti

Titolo: Gocce di veleno

Autore: Valeria Benatti

Casa Editrice: Giunti Editore

Prezzo di copertina: € 14,90

 

Abuso, violenza. Comportamenti che rimangono spesso taciuti, negati o soffocati dentro le mura di casa. E’ una scelta difficile quella di decidere di combattere contro questi torti, soprattutto se inflitti da un famigliare stretto o dal proprio compagno. Ci sono donne che per chiedere aiuto devono prima compiere un percorso o arrivare al limite. Non tutte sono pronte allo stesso modo e con gli stessi tempi per compiere il passo verso la guarigione.

parte-4
Claudia, la protagonista di questa storia, è una ragazza come tante. Ha 36 anni, una casa, un lavoro che la soddisfa, una passione profonda per i libri e tanti amici. Una ragazza apparentemente normale.

Claudia frequenta un uomo che chiama Barbablù. Lei se ne innamora e decide di donargli tutto senza riserve, anche sé stessa, con l’illusione che anche lui alla fine le vorrà bene.

parte-1

Barbablù è un narcisista, infedele e bugiardo che sfrutta Claudia solo per il proprio piacere personale.Con il suo atteggiamento di imposizione la porta all’insicurezza, la rende il suo burattino, dal quale tanto prende, fino ad annullarne quasi la personalità, e alla quale mai dà.

Minaccia di ucciderla più volte se solo dovesse ribellarsi e tutto questo prosegue per anni finché, all’ennesima lite, Claudia vede negli occhi di Barbablù il fuoco dell’ossessione e della vendetta, capendo quanto fosse pericolosa e malata quella relazione. 

Svuotata, derubata del suo IO, esasperata ed impaurita, Claudia decide di farsi aiutare dal centro anti-violenza Cerchi D’Acqua.

Gli incontri presso il centro le insegnano a riflettere sulla sua storia con l’uomo che amava e su sé stessa. Ammette il suo sentirsi svuotata dopo gli incontri con lui, il quale sembrava succhiare tutta la sua linfa vitale per poi gettarla in un angolo.

parte-2

 

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Chiedere supporto quando si subisce violenza non è un passo semplice. Implica l’affrontare i mostri, decidere di superare l’ombra che ci tiene in trappola, tornare a sorreggersi con le proprie gambe e anche dare uno sguardo al passato, perché chi siamo oggi è il risultato di chi siamo stati ieri. 

Da qui una tragica scoperta per Claudia, un incubo sotterrato nel più profondo della memoria, come cancellato, come se mai fosse accaduto. Un incubo pesante da rivivere, ma che si mostra di fondamentale importanza da ripercorrere, analizzare e superare.

parte-3

 

Gocce di veleno è un libro che consiglio a tutte le donne per la tematica di cui tratta.

Ogni donna dovrebbe leggerlo per essere informata sui fatti, sulle procedure, per sapere che esistono dei centri presso i quali trovare sostegno gratuito e in anonimato e per capire e fare propria la convinzione che dalla violenza e lo sfruttamento se ne può uscire.

Esiste una via per lasciarsi tutto alle spalle.

Esiste un modo per guardare solo dritto davanti a sé.

Esiste una nuova possibilità. Basta cercarla. Basta volerla. Questa possibilità si chiama resilienza.

La resilienza è la capacità di affrontare con positività gli eventi difficili e traumatici che si verificano sul nostro cammino e di costruirsi un nuovo futuro cogliendo le opportunità positive che la vita ci offre. 

 

Valeria Benatti è giornalista e voce storica di Rtl 102.5. E’ tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia, ha diretto Serra Creativa, un programma per talenti Rai, e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. Vive e lavora a Milano.

 

Cerchi D’Acqua non è un luogo di pura invenzione, ma è un vero centro anti-violenza sito a Milano. Il libro è stato realizzato anche grazie a questa collaborazione.

“Cerchi D’Acqua ha il presupposto che ogni donna abbia in sé la forza e le risorse per superare il disagio. Opera con il consenso della donna e offre gratuitamente percorsi di accoglienza, sostegno psicologico, psicoterapia, gruppi di auto-aiuto, consulenza legale in ambito civile e penale, percorsi di orientamento al lavoro.”

 

Cosa ne pensi di questa tematica?

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24 pensieri su “Gocce di veleno di Valeria Benatti

  1. questo libro lo trovo molto interessante, soprattutto per l’argomento trattato e come viene trattato analizzando anche la psicologia della donna ferita. In una triste realtà che purtroppo è sempre di più diffusa!
    ti ringrazio molto per lo spunto che hai saputo dare….mi propongo di acquistarlo 😉
    un abbraccio
    Silvia

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    1. Purtroppo così. Raccogliendo informazioni, seguendo trasmissioni e leggendo articoli vari si scopre che i casi sono davvero moltissimi. Più di quanti possiamo immaginare.
      Quello che possiamo fare e aiutare e crescere generazioni migliori.
      Grazie 🙂

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  2. Ciao Elisa, che tema bello forte di cui hai scelto di parlare. Io non so se un libro così lo leggerei, perché per me i libri sono svago e leggere un libro del genere mi farebbe molto male e mi riempirebbe di rabbia. Credo che in ogni caso sia giusto parlarne, la consapevolezza su questi temi è davvero molto importante e non deve mai essere data per scontata!

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    1. Ciao Agnese, nemmeno io avevo mai letto libri con questo tema. Mi ha spinto il fatto che ormai notizie al riguardo sono all’ordine del giorno ed ho iniziato pian piano ad interessarmene, anche seguendone programmi TV. Come dici tu bisogna essere consapevoli di quello che accade intorno a noi e ho pensato di farlo tramite il blog 🙂
      Grazie per essere passata

      Mi piace

  3. mariacarla

    Non conoscevo questo libro, ma sicuramente lo leggerò. Hai parlato di un problema che è reale, ma fa paura a tanti. Bisogna avere il coraggio di denunciare e non subire. Tema che ti tocca nel profondo

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  4. Mamma mia, purtroppo brutte storie come queste sono più diffuse di quanto si pensi. A volte ci si sente impotenti anche nell’aiutare chi sappiamo si trova in questa situazione, ma dovremmo essere consapevoli che ogni piccolo gesto può fare la differenza per chi si trova in difficoltà…

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  5. A me è capitato di leggere altri libri in cui questo tema viene affrontato. Soprattutto romanzi “new adult” i cui protagonisti sono adolscenti, oltre che donne “adulte”; e anche ragazzi, non solo ragazze.
    Il pensiero, misto ad una rabbia sorda è sempre lo stesso: “Ribellati! Denuncia! Fai qualcosa, non puoi accettarlo!”.
    La voglia di sbattere quel libro contro un muro, come se il libro potesse avere qualche colpa.
    In realtà, pensandoci, non credo che reagire sia la prima idea che possa saltare in mente alla vittima; è troppo facile dirlo guardando da fuori, ma se ci si ferma un secondo, ci si rende conto che forse è proprio quella di subire, la reazione immediata.
    Solo la consapevolezza, e il successivo approcciarsi con chi può dare un aiuto concreto, sono dei varchi verso la libertà.
    È già qualcosa la campagna di sensibilizzazione avviata nel corso degli anni, su un argomento di cui poco o nulla si sapeva, forse più per vergogna dei diretti interessati che per altro. Sono un aiuto i libri, i forum, le denunce in TV, le associazioni.
    Possiamo sperare che conoscere, aiuti sempre più a reagire ed intervenire.
    Claudia B.

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    1. È una tematica che solo recentemente è venuta a galla, seppur la violenza domestica o sulla donna in generale abbia radici molto lontane. Nel passato moltissime donne hanno subito, in silenzio, sopportato e tutto perché certe cose non si dovevano dire, le si tenevano nascoste. Forse con l’emancipazione si è piano piano mosso anche questo tasto. Il fatto è che, come dici tu, denunciare non è mai il primo pensiero. È difficile. Denunciare una violenza significa raccontare le proprie cose, ammettere degli insuccessi e anche delle debolezze. Significa mettere in gioco molto.
      Credo che il periodo che stiamo vivendo sia quello in cui serva sensibilizzare quanto più possibile, ci sono molti progetti cartacei, televisivi e tramite social ma la strada è ancora lunga. E al contempo convincere le donne a reagire e denunciare e fornire loro tutto l’aiuto necessario.
      Grazie per essere passata 🙂

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  6. Un libro aspro, doloroso..e tremendamente attuale. E’ importante riflettere. E non solo in questi giorni che l’attenzione è portata maggiormente su quest’argomento. Senza giudicare, riflettere sull’educazione che diamo ai nostri figli, sulle volte che tacere non è la mossa migliore. Sulla violenza in genere e di genere, sbagliata sempre. Grazie di averci dato questo spunto di lettura.

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