Rituale della nanna e consigli per conciliare il sonno

Mettere a letto un bambino la sera è un momento di coccole e tranquillità, ma non è sempre facile da gestire.

Capita che i bambini avanzino delle richieste o facciano fatica a prendere sonno.

Ecco qualche consiglio basato sulla mia esperienza di mamma su come far addormentare un bambino ed alcuni piccoli accorgimenti che io stessa ho appreso leggendo libri e confrontandomi con esperti del settore.

In fondo al post troverai anche l’infografica da scaricare “I 10 consigli per far addormentare il tuo bambino serenamente”.

Creare un equilibrato ritmo sonno/veglia

Sin dai primi giorni di vita del bambino è fondamentale creare una routine giornaliera, mettendo le giuste basi per un ritmo sonno/veglia adeguato al piccolo.

Può accadere che il bambino tenda a dormire prevalentemente di giorno e stare sveglio di notte. In questo caso diviene necessario intervenire con delle modifiche nei suoi orari, delle modifiche piccole e che devono avvenire in maniera lenta e graduale, giorno per giorno, affinché gli orari del bambino vengano spostati e lui riesca a raggiungere il giusto ritmo di sonno/veglia.

Rituale della nanna

Come si sa i bambini, soprattutto così piccoli, sono molto abitudinari, quindi un buon aiuto può essere dato dal rituale della nanna, un qualcosa di semplice, ma fondamentale è che sia sempre uguale.

Il rituale si deve svolgere in quelle che sono le ore serali e può consistere in un bagnetto, per esempio, che rilassa il bambino, poi segue la cena, qualche gioco tranquillo ed infine ci si avvia verso il lettino.

Io personalmente prendo il mio bimbo in braccio e gli dico “Andiamo a nanna. Saluta il papà e Andrea (il fratellino di tre mesi).” Lui saluta con la manina e con un “Ciao”, cambiamo il pannolino,  mettiamo il pigiamino e poi in camera per fare le coccole ed addormentarsi. Tante dolci parole e una serie infinita di carezze sulla testa e sulle manine sono il segreto per far addormentare il mio cucciolo.

Questo è il nostro rituale della buonanotte.

Ci sono genitori che leggono una storia, altri che fanno le coccole in braccio, altri ancora che cantano una ninna-nanna.

Per noi il momento dell’andare a nanna è diventato un momento di coccole vero e proprio. Talvolta lui mi allunga il suo piedino perché vuole che glielo massaggi (tale e quale a suo padre!).

Ci sono bambini che tentano di allontanare il momento della nanna con continue richieste quali la lettura di un’altra storia, un bicchiere d’acqua, un abbraccio, un bacio…

Cerchiamo di giocare di anticipo ed aggiungiamo, quelle che sappiamo essere le richieste dei nostri figli, nel rituale della nanna, così verranno soddisfatti prima e noi manteniamo il controllo della situazione.

Nanna e risvegli notturni

Di solito il crollo sovviene nell’arco di un quarto d’ora e io rimango accanto a lui ancora qualche minuto per fargli qualche carezza in più. Lo sento respirare nel silenzio e non appena mi accorgo che il suo respiro è lieve e regolare lo lascio nel suo lettino, con un paio di peluches.

Nicola tende ormai a non svegliarsi più di notte, ma in passato è capitato.

Quando accadeva non mi precipitavo immediatamente da lui, ma aspettavo un minuto prima di andare. Capitava infatti che si lamentasse nel sonno e riprendesse subito a dormire. In casi diversi correvo dal mio bambino e, grazie all’illuminazione delle lucine notturne, lo prendevo in braccio per una piccola coccola sulla testa, sulla schiena ed un bacio. Si riaddormentava e lo adagiavo di nuovo nel suo lettino.

Anche nei risvegli notturni l’abitudinarietà torna utile nei gesti e nelle parole, abitudini che lo portano a capire che quello è il momento di chiudere gli occhietti e fare la nanna, senza creare confusione.

Un bambino ha bisogno della mamma, della pelle della sua mamma che conosce bene, così come anche il suo profumo. Sono elementi a lui noti e che lo portano a calmarsi.

I risvegli e pianti notturni devono essere risolti dalla mamma; il bambino piccolo non è ancora in grado di affrontare le paure da solo. Dipende totalmente dalla sua mamma che deve preoccuparsi di calmarlo e cullarlo.

Con la mamma il bambino si sente sicuro, protetto e soprattutto ascoltato e considerato. Si addormenterà di nuovo sereno.

Lasciare piangere un bambino disperato ed inascoltato lo porterà a soffrire in silenzio. Il suo pianto si placherà ad un certo punto, ma per pura rassegnazione.

Consigli per conciliare la nanna

I nostri bimbi sono tutti diversi tra loro ma per conciliare la nanna possiamo stare attenti ad alcuni dettagli:

  • Preferire giochi tranquilli nelle ore serali
  • La cameretta deve essere un luogo tranquillo con temperatura intorno ai 20°C
  • Non coprire mai troppo il piccolo
  • Mantenere costanti e regolari quanto più possibile gli orari di addormentamento e risveglio
  • Non mandare a letto il bambino affamato
  • Evitare di farlo bere troppo prima della nanna in quanto aumenta la diuresi e i risvegli e i pianti notturni
  • Ricordare con anticipo al bambino che si avvicina l’ora della nanna

Sonnellini diurni

Per essere certi che il bambino sia sufficientemente stanco per andare a fare la nanna la sera si deve stabilire anche un buon equilibrio con i sonnellini diurni.

Fino ai 18 mesi circa il bambino dorme 1 ora e mezza al mattino e due ore nel pomeriggio.

Dai 18 ai 24 mesi il bambino perde il riposino del mattino, mentre quello pomeridiano lo si perde tra i 3 e i 6 anni.

Ad ogni modo è importante mantenere un riposo diurno massimo di un paio d’ore.

 

E come promesso ad inizio post ecco “I 10 consigli per addormentare il tuo bambino serenamente“. Qui sotto l’infografica e segue la versione PDF scaricabile.

10-consigli-per-far-addormentare-il-tuo-bambino-serenamente

10-consigli-per-far-addormentare-il-tuo-bambino-serenamente

 

Tu come fai addormentare il tuo bambino?

Sei riuscita ad impostare e riesci a rispettare un’abitudinaria routine quotidiana?

Sono curiosa di conoscere le tue abitudini.

Confrontiamoci! 

 

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