Cosa è e come compilare il piano del parto

Hai mai sentito parlare di “piano del parto“?

Se questa è la prima volta allora non sai di certo che è uno strumento molto utile per comunicare le proprie esigenze ed i propri desideri al personale ospedaliero in fase di travaglio e parto.

Non sempre le partorienti sono nella condizione mentale di esporre le proprie esigenze, un po’ alle prese con la respirazione o perse in un mondo parallelo alla ricerca di sollievo dalle doglie.

Quindi, se non sai di cosa si tratta ti consiglio di leggere questo post e vedrai che ti sarà più chiaro che cosa è il piano del parto, a cosa serve e come si compila.

Il piano del parto non è un documento obbligatorio, ma a parer mio consigliato.

Io l’ho scoperto mentre mi documentavo sulle “varie” in vista del mio primo parto, quando la struttura ospedaliera stessa mi ha consegnato il modulo blank, composto da una serie di domande a cui rispondere, ma che non si è costretti a compilare e consegnare. Infatti, nemmeno tutti gli ospedali ne parlano o hanno un modulo.

 

Cosa è il piano del parto

In sostanza il piano del parto è un documento nel quale la partoriente indica le sue intenzioni, quello che sarebbe il suo travaglio-parto ideale, le manovre che, se possibile, vorrebbe evitare, qual è la persona che vorrebbe accanto fino al post-parto ecc…

Io ho compilato il piano del parto sul modulo che mi ha consegnato l’ospedale, rispondendo ai quesiti, ma è possibile anche realizzarne uno fai-da-te scritto a mano o al computer e poi consegnarlo all’ostetrica che ci seguirà dal momento dell’ingresso in ospedale.

 

A cosa serve il piano del parto

Il piano del parto serve a comunicare all’ostetrica o ai medici le nostre aspettative di travaglio e parto. Possiamo indicare quali manovre vorremmo evitare, in che posizioni desideriamo affrontare le varie fasi (sedute, stese, accovacciate…), se vogliamo allattare subito il piccolo, se vogliamo essere informate di qualsiasi eventuale complicazione o se preferiamo sia la persona di fiducia accanto a noi ad occuparsene.

Non c’è da vergognarsi delle proprie idee e decisioni. Ognuno ha il proprio modo di pensare e vedere le cose e in quei momenti non sappiamo quanto possiamo essere lucide.

Io per esempio non volevo subire la manovra di Kristeller, l’episiotomia, non volevo la ventosa, non volevo l’amniorexi e il cesareo solo come ultima soluzione. Volevo anche essere informata su ogni cosa.

Ovviamente non si può sapere come si sviluppa il travaglio ed il parto ed io ho infine acconsentito l’amniorexi, l’episiotomia e il Kristeller, evitando il cesareo per fortuna.

Col secondo parto, invece, con l’induzione è stato molto più accentuato il dolore ma ho vissuto un indimenticabile parto tranquillo e senza complicazioni.

 

compilare-piano-del-parto

 

Come compilare il piano del parto

Una volta documentata e raccolte le mie idee ho compilato il piano del parto rispondendo a domande di questo tipo.

  1. Come vorresti vivere il travaglio?
  2. Come vorresti vivere il parto?
  3. Che aiuto desideri ricevere dal personale che ti seguirà?
  4. Desideri avere accanto a te una persona durante la fase di travaglio-parto?
  5. Come vorresti vivere il post-parto?
  6. Altre note

Il mio consiglio è quello di focalizzarti su questi quesiti, immaginarti nel tuo momento e rispondere con sincerità. Fallo per te stessa!

Per aiutarti a riflettere ti lascio alcune delle risposte che io ho dato.

  • Vorrei poter gestire il travaglio nella posizione che più mi fa sentire a mio agio, comoda e che meno mi fa percepire il dolore.
  • La mia idea di parto è il parto naturale, se possibile, senza nessuna manovra. Vorrei evitare comunque l’episiotomia, il Kristeller e l’uso della ventosa. Considero il cesareo solo in caso di emergenza.
  • Dal personale di sala gradirei essere tenuta informata sulla situazione e che mi vengano spiegate le varie fasi che sto per affrontare.
  • Vorrei poter allattare il mio bambino quanto prima. Non voglio che gli venga somministrato latte artificiale, acqua o che gli venga dato il ciuccio.
  • Per tutto il tempo di travaglio e parto desidero avere accanto a me mio marito, affinché mi dia sostegno.

Queste sono solo alcune delle richieste che io avevo avanzato.

 

Il mio consiglio è quello di essere informate sulle varie pratiche e manovre ostetriche che potrebbero essere attuate in caso di necessità. Il non volerle subire non comporta il fatto di non conoscerle. In fondo non possiamo sapere come andranno le cose, come il nostro bambino si girerà, come dirigerà la sua venuta al mondo. Dobbiamo essere pronte a tutto. Ed il modo migliore per essere pronte è conoscere, sapere cosa ci succede, cosa dobbiamo affrontare e come possiamo collaborare col personale che agisce per il bene nostro e del piccolo.

 

Ti spiego ora alcuni termini che ho utilizzato in questo post, affinché possa essere una base di partenza del tuo bagaglio di conoscenze in vista del parto.

Manovra di Kristeller: è una manovra eseguita dall’ostetrica durante il parto e in contemporanea alla contrazione. L’ostetrica applica una spinta in corrispondenza del fondo dell’utero per facilitare la fuoriuscita della testa del bambino.

Episiotomia: si tratta del taglio del perineo lateralmente alla vagina per allargare il canale del parto.

Amniorexi: è l’induzione praticata per mezzo di uno strumento introdotto in vagina e cervice che rompe il sacco e fa fuoriuscire il liquido amniotico, dando avvio al travaglio.

 

Sapevi dell’esistenza di questo documento? La struttura ospedaliera dove partorirai te ne ha parlato? Hai intenzione di compilarlo e consegnarlo?

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile e ti abbia fornito le informazioni di cui avevi bisogno. Come è stato d’aiuto a te lo potrebbe essere anche per altre donne. Mi farebbe quindi piacere se lo condividessi sulla tua pagina Facebook. Te ne sarei grata.

 

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