Miniere in Valle Trompia

Hai mai sentito parlare della Valle Trompia?

E’ una delle tre principali valli bresciane, quella più piccola ed attraversata dal fiume Mella per circa 50 km (fiume costeggiato dalla pista ciclabile che unisce Tavernole a Brescia), quella dove da bambina andavo in ferie con la mia famiglia e quella alle cui porte oggi abito io.

Siamo giunti al settimo appuntamento con la rubrica dei colori ed il luogo bresciano che scopriamo insieme questo mese è proprio la Valle Trompia, con il colore nero.

La Valle Trompia è un territorio fatto di tradizioni e cultura e che oggi ha trasformato il suo passato ed il duro lavoro in memoria e conoscenza da trasmettere alle nuove generazioni e ai turisti grazie al sistema dei musei-racconto e dei musei didattici.

Scopriamo, quindi, la Valle Trompia attraverso il colore nero, perché questa valle è conosciuta anche come “La Via del Ferro” per via dell’attività di estrazione che la caratterizza sin dai tempi antichi (vi sono documenti che dicono sin dall’epoca romana) e destinata alla produzione delle armi.

Chi non conosce l’azienda bresciana Beretta, un successo da quasi 500 anni. L’azienda di Gardone V.T. la cui attività è nata proprio per il legame e le tradizioni del suo territorio.

“La Via del Ferro è un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso l’evoluzione delle attività siderurgiche e le testimonianze che questo passato ha lasciato nel territorio.”

www.laviadelferro.it

L’itinerario proposto comprende miniere, forni fusori e fucine, un sistema oggi tutelato dall’Ecomuseo della Valtrompia.

Ecomuseo?

Sì, quell’istituzione dove i beni culturali di un ambiente e i suoi modi di vita vengono ricercati, conservati e valorizzati.

Il percorso della Via del Ferro porta alla riscoperta delle tradizioni siderurgiche e dell’identità della Valle Trompia.

Ecco, oggi voglio portarti tra le miniere in Valle Trompia, ma non solo, desidero farti avvicinare al mondo estrattivo e a quello della lavorazione del ferro.

Collio V.T e la Miniera S.Aloisio

La più importante miniera italiana per l’estrazione della siderite, ovvero del minerale di ferro, è la Miniera S. Aloisio di Collio V.T., la cui chiusura risale al 1985 (l’ultima ad essere stata chiusa) dopo 115 anni di attività.

La struttura esterna e le gallerie possono essere visitate oggi attraverso due proposte di itinerari. Il primo è il “Trekking minerario” studiato per poter ammirare la natura sotterranea, il secondo è il “Miniera Avventura” studiato per vivere un’esperienza da coraggiosi avventurieri.

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Photo credit: http://www.minierasantaloisio.it

Pezzaze e la Miniera Marzoli

Ricordo ancora la mia esperienza da adolescente quando visitai la Miniera Marzoli a Pezzaze, altra zona di miniere. L’ingresso in galleria con il trenino, i cunicoli stretti e bassi, le rotaie, le gallerie dove ancora oggi fanno sosta vecchi vagoni per il trasporto del materiale, riproduzioni di scene di vita e lavoro nelle grotte. Elementi che mi hanno aperto la mente su qualcosa che non conoscevo e che non immaginavo come potesse essere: l’essere minatore.

Tavernole sul Mella e il suo Forno

Il Forno di Tavernole sul Mella è una struttura del Quattrocento e in questo forno fusorio la siderite veniva trasformata in ghisa.

Tra la fine del XIV° e l’inizio del XV° secolo Leonardo Da Vinci visitò queste zone per apprendere i processi produttivi e le innovazioni del settore della lavorazione del ferro proprio dai migliori maestri ed esperti.

Il forno è divenuto museo nei primi anni del XXI° secolo con l’intento di riportare nei luoghi di lavoro di un tempo e di non perdere la memoria di questa attività e della tecnica.

Sarezzo e il Museo I Magli

Il Museo I Magli di Sarezzo racconta un altro pezzetto di questa grande storia del territorio valtrumplino. Anche in questo caso il museo sorge in un’antica fucina del Quattrocento e racconta la sua storia attraverso racconti, reperti e laboratori.

Il Maglio Averoldi di Ome

Il più antico maglio della provincia di Brescia è il Maglio Averoldi di Ome, sorto nel 1155 ed oggi ancora funzionante come importante museo didattico grazie ad un gruppo di appassionati.

Questo maglio è una forte testimonianza della forgiatura del ferro arroventato per la produzione di attrezzi.

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Photo credit: http://www.comune.ome.bs.it/turista/monumenti-e-musei/maglio-averoldi

 

Questo post è nato dal mio ricordo della visita presso la Miniera Marzoli di Pezzaze, una visita che mi ha lasciato un segno e un ricordo che mi ha suscitato la curiosità di scoprire di nuovo questo luogo, ma non solo, anche gli altri che fanno parte del circuito “La Via del Ferro“.

Desidero poter raccontare questo passato, queste tradizioni, questi lavori e la vita del tempo delle persone che hanno abitato la valle e che hanno dato vita in questa valle.

 

La Valle Trompia, la culla dove dorme il mio paese, dove dorme la mia casa e dove dormo io con la mia famiglia. La Valle Trompia, un luogo dalle diverse sfaccettature, visto che è bacino non solo di tradizioni e cultura, ma anche di storia, natura e paesaggi, lavoro, sport e squisitezze.

 

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20 pensieri su “Miniere in Valle Trompia

  1. clodb81

    Trovo splendida l’idea di proporre questo post Elisa, un modo così diretto e consapevole di sponsorizzare il proprio territorio. Chi, meglio di chi è cresciuto e vive in un luogo, può trasmettere questa conoscenza?
    E poi da amante del genere, voglio spendere due parole per fare i complimenti agli ecomusei, musei diffusi, musei del territorio e delle genti, perché sono il contatto più vero e diretto col nostro passato 😊
    Bellissimo post e ottimo spunto di visita!
    Claudia B.

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  2. serenadami86

    La via del ferro!!! Mi piace!! Ripercorrere le vecchie strade dei minatori..deve essere come fare un salto indietro nel tempo… alle volte siamo abituati a pensare che il viaggio e “il nuovo” siano solo lontano da casa.in realtà c’è sempre qualcosa di bello e avventuroso da scoprire magari a due passi da dove viviamo! 😉

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    1. È proprio così Elena, anche a me piace molto tornare indietro nel tempo e capire il passato, le tradizioni e i mestieri. È interessante scoprire l’evoluzione di un luogo e del suo popolo.
      Non sapevo della Val Trebbia, andrò a vedere.
      Grazie! 🙂

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  3. Trovo che sia molto bello quando un luogo si impegna così a fondo per non dimenticare il passato e lo valorizza al meglio facendolo scoprire e conoscere anche ai turisti.
    Ovviamente sono rimasta affascinata da tutto quello che hai raccontato che ho voglia di farci un salto 🙂

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  4. ladiesarebaking

    É bello sponsorizzare il territorio vicino casa, soprattutto quando è così ricco di storia e di informazioni! Anche dove vivo io un tempo c’erano tante miniere, di carbone in questo caso e il territorio punta tanto sulla storia di queste miniere 😉
    Lucia

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