Progetto Primi Mesi

Perché ho deciso di allattare al seno

Cara mamma,

Sui social ti ho parlato di #ProgettoPrimiMesi, il progetto che ho avviato insieme ad Ileana e che vuole essere il tuo supporto, la tua fonte di informazioni, la tua rubrica di approfondimento sulle tematiche che riguardano le mamme alle prese con i loro piccoli nei primi mesi insieme, nei quali ci si conosce e ci si trova a dover affrontare nuovi compiti.

Tutto questo lo facciamo grazie all’esperienza mia di mamma-bis e alla competenza e professionalità di Ileana, la nostra infermiera pediatrica di fiducia che abbiamo conosciuto meglio in questa intervista.

Oggi parliamo di allattamento materno.

Allattare il proprio bambino è istintivo e viene per natura, ma non è sempre semplice.

Non voglio scoraggiarti, ma che tu sia consapevole del significato di questo gesto. Se lo comprendi e lo condividi allora nulla, nemmeno i momenti più bui, riusciranno ad abbatterti.

Per mia esperienza personale posso dire che, nella fase iniziale, ho trovato di grande aiuto il supporto delle ostetriche in ospedale.

Nonostante avessi letto molto sull’allattamento materno mi sono resa conto quanto il passaggio dalla teoria alla pratica necessitasse di sostegno. Come sistemarsi, come tenere il bambino, come farlo attaccare in modo corretto al seno… sono solo alcuni esempi degli aiuti pratici che il personale specializzato può fornire.

In questo contesto ho trovato di fondamentale importanza il rooming-in, che mi ha permesso di instaurare un rapporto stretto e di vicinanza, sin da subito, con il mio bambino. Vivere il mio piccolo, capire quando ha fame ed imparare insieme a lui come allattare. Per entrambi le prime poppate sono un evento; io ho aiutato lui e lui ha aiutato me.

Uno scambio reciproco tra due esseri molto vicini ma distinti, madre e figlio, al fine di raggiungere la giusta sintonia per trasformare il momento della pappa in un’occasione di coccole, contatto e dolcezza.

L’allattamento è amore puro, è l’abbraccio tra mamma e figlio, è osservare il piccolo mentre succhia il suo pasto, è tenergli la manina e lasciarsi stringere il dito.

Allattare è avere e rafforzare la fiducia in sé stesse, nella propria capacità di farcela, è sapere che il latte materno, in quel momento, è il migliore alimento che possiamo dare alla nostra creatura.

Allattare è natura, allattare è un dono, allattare è un’esperienza, dura ma da cogliere, perché lascerà un segno indelebile.

Non importa se il bimbo si attaccherà molte volte, non importa se le poppate saranno lunghe, se i risvegli notturni ci faranno sentire stanche, se avremo le ragadi, se il seno sarà pieno e farà male… Ogni volta che la nostra piccola gioia riempirà le sue guance con il nostro latte e la sentiremo fare un sano ruttino, tutte le fatiche verranno dimenticate.

Perché ho deciso di allattare al seno

Allattare è fatica, seguire e stare ai ritmi del bambino, dei suoi bisogni ed adattarsi a quelli.

Nella fase finale dell’allattamento, per esempio, io lavoravo, ma ciò non mi ha impedito di organizzarmi per potermi tirare il latte di cui il mio bambino aveva bisogno. L’ho fatto fino a quando lui lo ha voluto. Quando lui è stato pronto per cominciare una nuova fase, arrivato il momento di smettere, l’ho fatto con serenità.

Allattare, comunque, oggi un po’ mi manca.

Se chiudo gli occhi rivedo il mio bambino che, seguendo il solo olfatto, trova la sua pappa e se la prende. L’istinto e l’odore sono la sua guida. Tutto quello che un piccolino ha a disposizione per riconoscere la propria mamma e la propria pappa. Il suo mondo. La sua vita. Ciò che per lui è più importante e vitale.

Consiglio vivamente l’allattamento materno laddove possibile, consiglio di chiedere supporto, consiglio di non arrendersi e tentare in tutti i modi di andare avanti.

Perché allattare non significa solo dar da mangiare; significa fare le coccole, creare un contatto, seguire la natura e l’istinto, instaurare un forte legame, mettersi a completa disposizione di un altro essere, adattarsi ai suoi ritmi, essere stanche, fare fatica. Ma riuscire in tutto questo dà soddisfazione e dona ricordi che dureranno una vita intera.

Ileana, che sull’argomento è molto preparata, ci fornisce i concetti basilari sull’importanza del latte materno e ci incoraggia a non mollare, anche qualora insorgessero delle difficoltà, di cui parleremo nei prossimi appuntamenti.

Lei ci dice:

I primi giorni di allattamento sono i più duri, ma come su tutte le cose: avete fatto tanto in gravidanza per i vostri bambini e probabilmente avrete sofferto tanto durante il travaglio, ma ora ce lo avete tra le braccia, il vostro amore, la vostra gioia. Guardarlo succhiare guardandovi negli occhi è la più bella ricompensa. Ve lo assicuro.

E se lo dice lei non possiamo far altro che crederci.

Per leggere tutte le preziose informazioni su questa tematica che ti sta molto a cuore ti rimando al suo post.

 

Per questo mese è tutto, ti do appuntamento al prossimo mese. Continueremo a parlare di allattamento materno.

 

Se hai delle domande o delle curiosità su tematiche precise, scrivici pure. Noi siamo qui.

 

A presto,

Elisa 

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6 thoughts on “Perché ho deciso di allattare al seno

  1. Ti do ragione l allattamento è un legame tra mamma e bimbo… io ho fatto la scelta contraria dettata dal mio istinto il mio piccolo nn si attaccava e così ho scelto l aggiunta secondo me il meglio in quel momento x il mio piccolo

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    1. Ogni nascita ha la sua storia Silvia. E secondo me se le condizioni del momento ti hanno portata a fare quella scelta va bene così. È bello scambiarsi i punti di vista e le opinioni. Io ho raccontato perché l’ho fatto e tu hai la tua storia del perché non lo hai fatto.
      Grazie per aver lasciato qui la tua esperienza 🙂

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  2. Ciao. Il mio primo parto è stato gemellare e d’urgenza. Per una serie di motivi non mi è stato permesso di allattare . Per il secondo parto non avevo latte. E’ uno dei grandi rimpianti della mia vita perché credo che l’allattamento al seno sia un qualcosa che crea un legame profondo ed unico. Hai fatto bene a fare questa scelta.

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    1. Wow! Un parto gemellare. Che esperienza dev’essere stata, non semplice, ma oggi, certamente, una grande soddisfazione.
      Purtroppo non è sempre possibile l’allattamento, ma con questo non vuol dire che i momenti unici col bambino non ci siano. Gli abbracci, le coccole, la vicinanza sono gli elementi per creare quel calore di cui il piccolo ha bisogno e che porterà dentro di sé imparando a relazionarsi con la mamma e ad avere cieca fiducia in lei.
      Come dici tu, forse è un rimpianto per la mamma, che non ha avuto modo di tentare o fare qualcosa che desiderava.
      Sei una super mamma! Non sapevo ne avessi 3 di figli e che i primi due fossero stati un doppio regalo 🌼
      Complimenti!

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  3. Ho letto il tuo articolo con un po’ di nostalgia. Per me che allattare al seno era talmente naturale da trovare la maniera per farlo ovunque e che in questa naturalezza ho trovato la maniera di dare il latte fino quasi ai tre anni dei miei bambini. Ti dico solo i pro: sono più sani, si è instaurato un rapporto speciale con entrambi ed è stata una mia maniera di conoscerli nelle loro diversità. Se mi chiedono cosa sia giusto fare, dico soltanto di seguire l’istinto, che è la cosa migliore!

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