Viaggi

Perché visitare San Pietroburgo: pensieri disordinati e un folle amore

Ad agosto sarò a San Pietroburgo per 10 giorni.

Ci sono già stata. Bene.

Per due volte. Ok.

“Ma perché ci torni se ci sei già stata due volte?” qualcuna di voi si chiederà.

Beh, la amo alla follia. Ora è tutto chiaro.

Non conosco altre parole per esprimere questo forte sentimento, per dirti quanto io sia al settimo cielo sapendo di trovarmi di nuovo a Piter (così la chiamano i pietroburghesi) fra poco tempo.

Ma, come ingannare questa attesa?

Oltre ad organizzare le basi del viaggio quali hotel, volo e visto, informazioni per le quali ti invito a leggere il post “Cosa fare per organizzare un viaggio a San Pietroburgo” e alla gestione dell’itinerario e delle cose da fare e vedere, fase alla quale mi sto dedicando ultimamente, mi perdo anche in fantasticherie.

Sì, talvolta mi fermo un attimo e sogno di essere là, a San Pietroburgo, una città impegnativa, con un ricco patrimonio artistico, architettonico, pittorico, letterario e legato alla musica e alla danza ed uno dei principali centri culturali d’Europa.

Sì, perché San Pietroburgo conta più di 200 musei, circa 80 teatri e poco più di 40 gallerie e sale espositive.

Piter è l’emblema dell’aggettivo “meraviglioso“, anche se di una meraviglia nata da sacrificio e da perdite umane, tante. E’ nata da un territorio totalmente paludoso, poi bonificato, su volere dello zar e del suo lungimirante progetto: Pietro I (il Grande), che ha scritto un decisivo pezzo di storia.

Pietro I voleva un palcoscenico di stampo europeo e nel 1703 mette in atto vasti lavori, per dare vita ad una nuova città, così bella e promettente che già nel 1712 diviene la nuova capitale della Russia.

Il progetto passa per la bonifica dei terreni dando origine alle isole e ai fiumi che oggi la caratterizzano, la costruzione di un primo nucleo attorno al quale sviluppare la città, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, la realizzazione di ponti ed infine la costruzione di lussuosi palazzi ispirandosi alle più belle reggie e residenze europee e puntando ad una bellezza ineguagliabile e ad un fascino unico.

La “Venezia del nord“, così è anche conosciuta la meravigliosa città che è porto più importante della Russia, viene creata con l’ambizione di “finestra sull’Europa“, ponte d’unione e passaggio tra oriente ed occidente.

San Pietroburgo è una città nata dalle paludi e dagli acquitrini, terreni vinti agli svedesi, e da ben tre secoli mantiene la sua magia di meravigliosa città d’arte, città europea, grande potenza navale, città colorata, città romantica, città sicura, una città dove puoi essere chi desideri diventare.

Piter è quell’angolo di mondo in cui ha sede uno dei più grandi ed importanti musei al mondo: l’Hermitage.

Il mio piccolo angolo da eremita” diceva Caterina la Grande di un’ala di questa sfarzosa residenza della dinastia dei Romanov, da cui il nome di Hermitage.

Nell’Hermitage puoi vedere dal vivo, al reale, senza filtri e senza schermi la morbidezza del marmo lavorato da Canova in “Amore e Psiche” e “Le tre grazie” o l’imponenza del MatisseLa danza” che regna su un’intera parete all’interno del palazzo. Qui diventano accessibili anche grandi opere dell’arte italiana dei secoli XIII-XVIII, ma anche spagnola, francese, olandese e fiamminga, inglese oltre che russa, ovviamente.

Guardare, ammirare, rimanere incantati, ma mai toccare o fare cose non ammesse. Alcune semplici regole, direi valide a livello mondiale, ma che in Russia ti eviteranno una strigliata incomprensibile in russo da parte delle babushki. La babushka se ne sta in sala, quasi sempre seduta sulla sua seggiolina e sull’addormentato andante. Ma basta un piccolo sgarro per renderti conto che la babushka ha tutto sotto controllo. Quindi, se ci tieni alla tua dignità e non vuoi essere ripresa davanti ad un pubblico di centinaia e migliaia di persone, attieniti alle regole!

Per contro potrai trovare la babushka che, se ci fai due parole in russo, sarà contentissima di farti sedere accanto ad oggetti di valore dicendoti di essere veloce a scattare la fotografia intanto che non c’è nessuno. Lo ammetto. Al Museo Russo mi è capitato anche questo.

Piter è anche la custode di icone, che al di là della credenza e del significato nella religione Ortodossa, sono delle grandi opere d’arte. Ne troverai moltissime e io mi sento di segnalare quelle di Rubljov, considerato il più grande pittore di icone russo, del quale puoi ammirare i dipinti presso il Museo Russo, come la famosa icona “L’apostolo Paolo“.

Un’icona che non può non essere menzionata è quella a cui i russi sono molto devoti, ovvero l’icona della Madonna di Kazan’, situata nell’omonima cattedrale, messa lì per i credenti, per essere venerata e per mandare a lei le preghiere ricche di speranze.
Questa icona fu trovata dal temuto Ivan il Terribile nel 1579, poi trafugata ed infine ritrovata. Nel 1993 viene data in dono a Papa Giovanni Paolo II, il quale la restituisce nel 2004 al patriarca di Mosca.

Camminare per il centro di Piter, a partire proprio dal memorabile Nevskij Prospekt, è tutto un percorso intriso di letteratura.

Pushkin, Gogol’, Tolstoj, Dostoevskij e altri grandi autori ci raccontano storie, paesaggi, usanze, tradizioni e quella che era la società della loro epoca.

Dai complicati personaggi de “L’idiota“, all’animo innamorato, combattuto e depresso di “Anna Karenina” passando per i racconti che descrivono scene e momenti di San Pietroburgo.

E se poi, camminando, raggiungi il Cavaliere di Bronzo, sei catapultato indietro nel tempo insieme a Evgenij, protagonista del poeta di Pushkin che ha dato il nome a questa statua. Rivivrai con questo giovane l’inondazione della città, la perdita del grande amore e infine ti ritroverai a combattere contro la statua di Pietro I in sella al suo cavallo, che d’improvviso si animerà.

Lettore, interprete ed infine protagonista. Ecco cosa significa passare dal testo di un libro alla realtà dei luoghi con itinerari mirati.

Piter è la città delle sfumature. Gli edifici del centro spiccano nelle loro vesti pastello, ogni palazzo è una punta di colore per questa meravigliosa città che, per gran parte dell’anno è coperta di neve, invasa dal ghiaccio o interessata dalla pioggia.

Gli edifici colorati rallegrano gli animi in inverno e si intonano alla perfezione con l’atmosfera estiva.

Il cielo è quasi sempre di colore grigio eppure Piter mi ha insegnato che esistono decine di sfumature di grigio diverso. Perché il grigio può tendere al nero, richiamare il blu, il giallo, l’arancione, il rosso, tendere all’argento, avvicinarsi al bianco o ricordare una tonalità perlata. Il cielo di San Pietroburgo è così particolare che ci si può perdere per ore ad osservarlo senza mai stancarsi.

Piter è la culla dove convivono in sintonia ricchi e poveri, modernità ed antiche tradizioni molto radicate.

Il luogo comune è la metropolitana dove puoi trovare di tutto. Vedere ad esempio un povero seduto accanto ad un ricco dagli abiti firmati (tante firme italiane di alto livello) dalla testa ai piedi è una cosa normale a cui nessuno fa caso.

Entrare in un luogo sacro significa zittirsi e, per la donna, indossare un foulard per coprire i capelli, cosa che io stessa ho fatto decine di volte senza costrizioni, ma solo per sentirmi integrata e più vicina agli abitanti.

Tra le tradizioni non può mancare la matrioshka, quella bambolina sorridente che si apre a metà e dalla quale escono tante altre piccole bamboline uguali in misura decrescente. La matrioshka di San Pietroburgo veste tradizionali, eleganti abiti azzurri e bianchi.

Ma Piter deve essere ricordata anche per il balletto russo. Ne è l’anima. Accedere ad uno dei suoi palcoscenici per assistere alla rappresentazione di un balletto è motivo di grande vanto. Una vera soddisfazione. Se poi si riesce ad ottenere un biglietto per il Teatro Marijnskij è un orgoglio che dura per tutta la vita. Io sono riuscita a vedere “Il lago dei cigni” e “Il principe schiaccianoci” entrambi di Chaikovskij. Grandi emozioni!

Piter, però, è anche la magia di starsene a guardare la Neva che scorre, i suoi ponti che la notte vengono aperti per far passare le navi, o di starsene seduti nella Piazza del Palazzo a guardare l’obelisco dedicato ad Alessandro I, che se ne sta lì da quasi 200 anni, e l’Hermitage sullo sfondo cercando di catturare e conservare dentro questo sogno, che nel cuore non avrà mai fine.

Ed infine passeggiare per la città a notte inoltrata durante le notti bianche di San Pietroburgo, illudendosi che sia pomeriggio.

Cara amica, se mi chiedi “Perché tornare a San Pietroburgo?“, ecco, questi sono solo alcuni dei motivi per cui voglio ritornare e per i quali mai smetterò di voler ritornare da lei. Perché Piter io non la voglio visitare, bensì la voglio vivere quanto più mi è possibile. Sì, voglio continuare a viverla.

Vorrei continuare a raccontare ma per oggi è tutto. Ti do appuntamento al prossimo mese con un nuovo racconto su San Pietroburgo.

Sui social puoi rimanere aggiornata sulla preparazione, sul viaggio e tutto quanto avrò da raccontarti seguendo l’hashtag #ElisaaSPB.

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4 thoughts on “Perché visitare San Pietroburgo: pensieri disordinati e un folle amore

  1. Aspettavo questo tuo post, lo sai! 🙂
    Sono super affascinata dalla Russia, ho divorato le pagine di Anna Karenina e dell’Idiota anni fa e da poco ho iniziato Guerra e Pace. Gli autori russi hanno un nonsoche’ che mi rapisce..
    Penso che vedere il lago dei cigni lì sia magnifico, se me ne sono innamorata vedendolo in un teatro a Padova… 🙂
    Un abbraccio Elisa!

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    1. Ciao Silvia, sono super d’accordo che gli autori russi hanno quel qualcosa che ti affascina. Saranno le credenze, le ambientazioni o non so cosa, fatto è che è difficile resistere 🙂
      Mi auguro che anche i prossimi post ti possano interessare. A presto e grazie 🙂

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  2. Non giudicarmi, ma io mi sono innamorata di San Pietroburgo nel momento in cui ho visto per la prima volta Anastasia e ho sognato il Palazzo d’Inverno giorno e notte *_* vederlo dal vivo mi ha fatto piangere e nel frattempo nella mia testa cantavo ancora “Feste e balli e fantasia…”. Beata te che ci torni per la terza volta e grazie per il tuo articolo mi hai fatto rivivere la bellezza di San Pietroburgo! ❤

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    1. Solo una cosa posso dirti Silvia… mi ritrovo nelle tue parole. Ancora oggi, anche io, canto quella canzone ❤ quindi sei in ottima compagnia.
      Mi ritengo fortunata di riuscire a tornarci per la terza volta. Il fatto è che credo non riuscirò a smettere e non sarà l’ultima volta…
      Sono felicissima di averti fatto rivivere la bella San Pietroburgo, e spero di riuscire a fare altrettanto con i prossimi blog post che scriverò.
      Grazie 🙂

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