Progetto Primi Mesi

Il latte materno: come si trasforma il latte nei primi giorni

Abbiamo iniziato a parlare di allattamento e, se nel post precedente si parlava di allattamento materno in generale, questo mese facciamo luce sul latte dei primi giorni, quel latte che si attende, che si ha timore non sia mai sufficiente.

Forse il modo migliore per tranquillizzarsi, allora, è quello di conoscere le tempistiche del latte, delle sue trasformazioni e delle sue caratteristiche.

Quando anche io sono diventata mamma, ho imparato molto su questo argomento, e vedere che le trasformazioni di cui mi avevano tanto parlato si verificano, mi faceva stare più tranquilla.

Quando il tuo bambino nasce, il latte che viene prodotto per effetto della prolattina (l’ormone del latte) non è subito il “latte vero e proprio“, ma segue una serie di trasformazioni, che avvengono circa entro 10 giorni dal parto.

Come prima cosa, non appena il tuo bambino sarà nato, chiedi che ti venga appoggiato sul corpo. Sentirà il tuo calore, riconoscerà il tuo odore e il tuo battito del cuore. Lo vedrai impegnato in piccoli movimenti alla ricerca della sua fonte della pappa, il tuo seno, e ti stupirà riuscendo ad arrivarci e ad attaccarsi.

Oltre che ad essere importante, in quanto l’attacco precoce stimola la montata lattea, questa pratica, ormai praticata quasi in tutti gli ospedali, è anche fortemente emozionante per la mamma. Un ricordo da portarsi dentro una vita intera.

Io l’ho fatto con entrambi i miei bambini. Ho dei bellissimi ricordi di loro che mangiano la pappa, ancora in sala parto, e che si fanno coccolare da me. E’ un modo per tranquillizzarli, visto che l’esperienza del parto per loro è di forte cambiamento ed è incomprensibile.

Ma andiamo per gradi, ed analizziamo ora insieme le trasformazioni del latte materno.

 

allattamento

 

Il colostro

Nei primissimi giorni il liquido è denso e giallognolo: questo è il colostro. La quantità è davvero esigua, ma decisamente sufficiente per il tuo bambino, che con uno stomaco piccolissimo, non ha bisogno di grandi quantità.

Rispetto al vero latte, il colostro contiene tante proteine (che forniscono anticorpi) e sali minerali ed ha meno zuccheri e grassi, caratteristiche che lo rendono più facilmente digeribile.

Affinché il bambino digerisca bene il latte è importante che, entro il primo giorno di vita, espella il meconio, ovvero quella sostanza verde/nera che corrisponde alla prima scarica del bambino.

 

Il latte di transizione

Nell’arco di 3/4 giorni il latte da giallo si schiarisce e si fa più grasso e cremoso: questo è il latte di transizione. Per le sue proprietà questo tipo di latte aiuta il bambino ad abituarsi a quello che sarà il vero e proprio latte.

 

La montata lattea

Ecco che a distanza di 3/5 giorni dal parto giunge la tanto attesa montata lattea. Il suo arrivo lo si può riconoscere perché il seno della mamma diventa caldo e spesso dolente, la temperatura del corpo può aumentare e da qui ha inizio un’abbondante produzione di latte.

Io ricordo molto bene il momento dell’arrivo della montata lattea con entrambi i miei bambini. Ricordo che sentivo dolore al seno, nello specifico come tanti piccoli aghetti intorno al capezzolo. Ricordo di essermi rivolta all’ostetrica del reparto che mi ha seguito con professionalità e tatto, confermandomi che la montata lattea era in arrivo. E così è stato il giorno successivo.

 

Il latte maturo

Infine, a circa 10 giorni dal parto, il liquido diviene fluido e dolciastro: questo è il latte maturo, quello che fornisce al bambino tutto il nutrimento necessario.

Da qui in avanti è il tuo bambino che stimola la produzione di latte.

Come? Con la suzione.

Più tuo figlio si attacca, più richiede latte, più latte viene prodotto. 

Madre natura ha pensato a tutto! 🙂

 

latte materno

 

Le puericultrici, le ostetriche e il personale ospedaliero dei reparti maternità consigliano, ormai quasi ovunque, l’allattamento a richiesta proprio per questo motivo. Ecco anche l’importanza del rooming in, pratica che io sostengo appieno. Avere il tuo bambino sempre accanto a te risponde al bisogno del piccolo di poter essere allattato ogni qualvolta lui lo richieda, senza stabilire orari.

Stabilire un contatto con lui, un primo schema di routine giornaliera insieme, imparare a prenderlo in braccio correttamente e a gestirlo nell’arco della giornata. Questo è possibile con il rooming in, pur sapendo di non essere sole, perché il personale di reparto è sempre a disposizione per aiutare, consigliare e far vedere come fare.

 

Spero tanto che questo articolo ti abbia aiutata e ti abbia fornito le informazioni di cui eri alla ricerca.

 

Ti ricordo che anche Ileana racconta la sua esperienza al riguardo e fornisce anche lei nel suo articolo molti dettagli utili per completare il quadro relativo al latte dei primi giorni.

Per leggere il suo articolo completo clicca qui.

 

Ti do appuntamento al prossimo mese, nel quale continueremo a parlare di allattamento.

 

Se hai delle domande o delle curiosità su tematiche precise, scrivi pure.

Se desideri confrontarti e raccontare la tua esperienza, puoi farlo lasciando un messaggio nei commenti qui sotto. 

 

A presto,

Elisa 

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